TRENTINO ALTO ADIGE - I BIANCHI ALTOATESINI Quando vince il gioco di squadra A ognuno il suo mestiere. In Alto Adige tutto funziona in modo virtuoso perché è stato messo al bando il tanto celebrato multitasking. Sono giunta a questa conclusione dopo il mio viaggio, ma anche sulla base delle mie numerose precedenti visite a questa regione, che frequento costantemente da decenni per turismo e per lavoro. Sì, ammetto che molte volte anch’io ho alzato gli occhi al cielo di fronte all’ennesimo connazionale che non riusciva a spiccicare una parola in italiano, di fronte alle indicazioni solo in tedesco, origliando l’ennesimo discorso razzista sull’efficienza dei teutonici e l’inettitudine organizzativa degli italiani, ma dobbiamo ammettere che in Alto Adige funziona tutto meglio. Anche nel mondo del vino. In queste pagine cercherò di esplorarne le motivazioni e di presentare dei modelli replicabili, che forse potrebbero ben funzionare in molti territori d’Italia, facendo fiorire economie virtuose. Sono due gli elementi fondamentali: primo, riconoscere la professionalità e lasciar fare a ognuno il proprio mestiere; secondo, prendere atto della necessità di ottimizzare lavorando e comunicando in gruppo. Partiamo dal fatto che la regione ha solo un consorzio di tutela, che si chiama semplicemente Vini Alto Adige e sta portando avanti un eccellente lavoro di comunicazione sui mercati nazionali e internazionali.