Potete farlo anche voi - Lo Champagne in sette mosse Unite in una grande vasca i vini in funzione dell’assemblaggio che avete deciso e create la massa da imbottigliare. In fondo, produrre Champagne, non è difficile. Ecco una semplice ricetta: Preparazione Pensiamo alla materia prima, l’uva: acquistate alcuni ettari di vigneto nei migliori cru o, in alternativa, stipulate contratti di approvvigionamento con i vigneron, cercando di strapparli alla concorrenza delle altre Maison. Vi servirà anche una cantina, nulla di particolare, ma che vi renda in grado di gestire almeno qualche decina di migliaia di bottiglie. Pigiatura e prima fermentazione Raccogliete dell’uva sana, al giusto grado di maturazione, di diverse provenienze, pur sempre nella zona dello Champagne, pressatela delicatamente, fate fermentare separatamente ogni cru o particella, a scelta in barili di legno o vasche d’acciaio, e aspettate fino a gennaio/febbraio dell’anno successivo. A questo punto avrete una serie di vini a bassa gradazione, ricchi in acidità che, ad un primo assaggio non vi diranno molto, ma non disperate. Assemblaggio Fate un po’ di prove, in piccolo ovviamente, miscelando i diversi vini, variando le proporzioni e utilizzando vini di annate precedenti, fino a che trovate l’assemblaggio ideale. Mise en cave e seconda fermentazione Nelle bottiglie, che poi saranno quelle definitive, imbottigliate il vino così ottenuto, aggiungendo una miscela di zucchero e lieviti dosata in modo tale che il lievito, nutrendosi di zucchero, produca alcool e anidride carbonica nelle giuste proporzioni: sarà questa che, non potendo uscire, perché la bottiglia sarà tappata con un tappo a corona, si amalgamerà al liquido dando origine all’effervescenza. Quindi mettetele in cantina, in posizione orizzontale, e lasciatele li, senza toccarle per almeno 12 mesi, ma anche di più, in funzione della ricchezza e complessità dell’assemblaggio. Remuage Allo scadere del tempo di fermentazione, dovete fare in modo che i lieviti, oramai esausti, escano dalla bottiglia, perché lo Champagne torbido non piace a nessuno. Quindi a mano, o con macchinari appositi, provvedete all’operazione di remuage, ruotando e inclinando leggermente la bottiglia ogni giorno fino a quando raggiungerà la posizione verticale con i lieviti sul tappo. Degorgement Congelate il collo e velocemente, anche qui a mano o con macchinari, stappate la bottiglia: la pressione farà uscire il tappo con il deposito congelato attaccato. Dosage Rabboccate con dello Champagne della stessa annata nella quantità persa nel degorgement e aggiungete, se necessario, la liqueur d’expedition, uno sciroppo di zucchero e vini di riserva, per equilibrare il gusto. Tappate con tappo di sughero, e gabbietta, etichettate e lasciate riposare la bottiglia per qualche mese, visto che queste ultime operazioni hanno affaticato il vino. Stappate e gioite. La produzione dello Champagne è semplice da spiegare, in fondo si tratta di far rifermentare in bottiglia un vino in modo che produca effervescenza; la grande difficoltà sta nel tenere sotto controllo tutte le variabili in gioco per ottenere il prodotto che vogliamo.