Capito da queste parti per la seconda volta in poco tempo e il borgo di Chavot mi accoglie nuovamente con un silenzio quasi irreale; sembra che gli
abitanti abbiano abbandonato il paese un minuto fa, dopo averlo messo perfettamente in ordine. Sensazione comune in questi luoghi.
Aurelien, in sandali e bermuda, mi accoglie sorridente. Sono venuto qui per parlare di Chardonnay, ma non solo. Infatti oltre ai tre vitigni ufficiali,
Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay, una piccolissima percentuale del territorio è piantata con vecchi vitigni, sconosciuti ai più, che erano usati
nel passato e che rappresentano una parte di storia dello champagne.
Di certo, se dico Petit Meslier, Fromenteau o Arbanne, racconto di illustri sconosciuti, un po’ meno se parlo di Pinot Blanc. Tutti questi grappoli sono
a comoda dimora in un vigneto del nostro Laherte per produrre uno Champagne che si chiama Les 7 e che raggruppa, guarda un po’, i sette vitigni ammessi
in Champagne.