Il fattore dolce, la serotonina e la politica del carboidrato Il gusto dolce è il fattore più importante che ci mantiene in vita durante i primi anni della nostra esistenza ed è pure spesso l’ultimo che cerchiamo quando siamo verso la conclusione del nostro percorso terreno. È la sensazione che ci fa alzare la mattina e la sensazione che ci fa concludere o ci fa pensare di concludere degnamente un pasto, quello che non ci fa rinunciare a un gelato d’estate perché pensiamo ci rinfreschi (mentre invece peggiora la situazione), quello su cui indirizziamo la bocca quando siamo sotto stress e quando vogliamo premiarci per un obiettivo raggiunto. La voglia di dolce ci coglie dopo un pasto ricco di carboidrati semplici perché causa un rapido aumento della glicemia, seguito da un altrettanto rapido calo: e allora ecco la voglia improvvisa di dolce dopo una pizza o un piatto di pasta (lo sanno bene a Napoli e nelle pizzerie dove dopo la pizza in pochi rinunciano al babà, mentre il caffè lo si prende al bar vicino). Per non parlare della serotonina, da sempre legata a meccanismi di gratificazione e piacere, innescati proprio dalla produzione di questo ormone nel cervello quando si consumano zuccheri.