Proseguiamo i nostri incontri con i docenti di viticoltura delle Università italiane e il loro rapporto con la vigna. Qui riportiamo la nostra recente intervista a Lucio Brancadoro, Professore Associato di Viticoltura e di Coltivazioni Arboree presso il Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali - Produzione, Territorio, Agroenergia dell’Università degli Studi di Milano Statale. Lo schema dell’intervista, come di consueto, segue un percorso a tappe identificate attraverso un simbolico richiamo alla vite.
VITICOLTURA
Gli Agronominvigna incontrano i docenti di viticoltura degli atenei italiani
LE RADICI
AV:. Professor Brancadoro, per cominciare, ci parli della sua vocazione viticola e dei suoi maestri, cioè delle sue radici.
L. Brancadoro: Ho avuto tanti maestri, anche perché dobbiamo poter imparare da tante persone diverse, cercando di prendere il meglio da tutti. Non posso
dimenticare il Professor Marro dell’Università di Milano, un uomo appassionato e dedito alla viticoltura che per primo mi ha trasmesso la passione per
la materia.
Ma nel mio caso Attilio Scienza è stato sicuramente il mio grande maestro, un vulcano d’idee, ma molto bravo anche a delegare. Come i veri grandi
maestri ha lasciato sempre la possibilità di fare, di sbagliare e di crescere.
La sua grande lezione di vita professionale è stata quella di affrontare la viticoltura in modo multidisciplinare, perché è stato sempre convinto che
solo dal confronto con gli altri si possa crescere. Ed è con questo spirito che abbiamo lavorato alle grandi aree tematiche delle zonazioni e del
miglioramento genetico.
Ho continuato a imparare qualcosa da tutti quelli che ho incontrato nella mia vita e, fra i tanti, Gianfranco Soldera ed Ezio Rivella, entrambi
produttori di Brunello di Montalcino, sono stati fondamentali. Soldera in particolare mi ha svelato alcuni aspetti cruciali del Sangiovese prodotto con
obiettivi di elevata qualità.