I dazi Trump costringono anche il settore del vino a sviluppare mercati alternativi rispetto a quello americano. La sostituzione del primo mercato di esportazione per il vino italiano è evidentemente impossibile, però è possibile limitare i danni della politica economica USA, riducendone l'incidenza sul nostro export.
Le opzioni sono diverse. Dal Canada, quarto importatore mondiale, dove i consumatori hanno smesso di acquistare i vini USA, al Brasile, la cui domanda è in costante crescita, all'Africa, soprattutto nei paesi dell'Africa Equatoriale.
A queste ritengo sia opportuno aggiungere anche la Cina, malgrado negli ultimi anni questa sia stata la (dis)illusione del mercato mondiale del vino.