VITICOLTURA

Biodiversità viticola siciliana, una risorsa da valorizzare

Il progetto Bi.Vi.Si., Biodiversità viticola siciliana, si è concluso a giugno del 2025 dopo due anni di lavoro di sperimentazione applicata

di MAURIZIO GILY

Scopo del progetto, coordinato dal Consorzio di Tutela Sicilia DOC con la direzione scientifica dell'Università di Palermo, era quello di offrire ai viticoltori nuove informazioni e alcuni spunti di riflessione utili a progettare la viticoltura dell'isola dei prossimi decenni. Il progetto si riferisce a due aspetti distinti. Il primo aspetto riguarda il ricco patrimonio ampelografico dell'isola, che comprende, oltre alle varietà più conosciute come Nero d'Avola, Grillo, Frappato, Catarratto, Nerello Mascalese, varietà meno conosciute ma di interesse enologico e già presenti con i loro vini in alcune denominazioni geografiche, come il Perricone e la Nocera (entrambi a uva nera) e diverse varietà rare, le cosiddette reliquie, ancora poco studiate. Il secondo aspetto riguarda la biodiversità intravarietale delle varietà più note, quelle prima citate, che appare particolarmente ricca e articolata.