DALLA RICERCA Due passi nella scienza a cura di Alessandra Biondi Bartolini La memoria epigenetica del Cabernet Sauvignon La genetica classica ci ha insegnato che solo l'informazione contenuta nei geni e in eventuali loro mutazioni è ereditabile. I marcatori epigenetici sono degli elementi che non fanno parte della sequenza del DNA, possono essere indotti dalle condizioni ambientali o di stress che sopravvengono nel corso del ciclo vitale delle piante, e sono in grado di regolare l'espressione dei geni. Degli interruttori "chimici" che formano un livello parallelo di supporto all'espressione del fenotipo. Ma sono ereditabili? I ricercatori dell'Università di Davis in California, guidati da Dario Cantù, hanno analizzato il complesso modello genetico, comprensivo dell'epigenoma oltre che della sequenza del DNA, di diversi cloni di Cabernet Sauvignon e dei due vitigni, Cabernet Franc e Sauvignon Blanc, che a esso hanno dato origine per ibridazione più di 300 anni fa. I risultati hanno dimostrato che, insieme al DNA, la vite riprodotta per talea, è in grado di conservare stabilmente anche molto a lungo i tratti epigenetici acquisiti e trasmessi nella "memoria genetica" dei vitigni parentali. Una scoperta fondamentale anche per il futuro dei programmi di miglioramento genetico: «Se sappiamo quali cambiamenti epigenetici indotti dallo stress persistono, potremmo potenzialmente introdurli esponendo le piante a condizioni specifiche e selezionando viti che mantengano questi marcatori nel lungo termine, senza alterare il loro patrimonio genetico e preservando i tratti distintivi delle varietà» spiega Cantù. : Cochetel, N., Vondras, A.M., Figueroa-Balderas, R. Liou J., Peluso P., Cantù D. Phased epigenomics and methylation inheritance in a historical hybrid. Genome Biol 26, 392 (2025). Articolo originale Vitis vinifera https://doi.org/10.1186/s13059-025-03858-2 Biosensori che si illuminano per il controllo dell'acido acetico real time Lo sviluppo di acido acetico fornisce un'informazione importante sulla qualità dei processi enologici. Un innalzamento in questo parametro può essere legato alla deviazione dei processi fermentativi, a un arresto di fermentazione o alla proliferazione di lieviti o batteri di alterazione nei mosti o nei vini. Il suo controllo come parametro di processo tuttavia non è generalmente semplice in quanto i metodi possono essere lunghi e richiedere strumentazioni e competenze avanzate. L'obiettivo è quindi quello di sviluppare dei sensori che siano rapidi, sensibili ed economici. Una possibilità interessante viene dai biosensori geneticamente codificati: cellule viventi ingegnerizzate in modo tale da rispondere a una variazione metabolica o alla presenza di una specifica molecola, emettendo una luminescenza misurabile. Un nuovo biosensore luminescente a cellula intera geneticamente codificato per il rilevamento in tempo reale dell'acido acetico è stato sviluppato dai ricercatori dell'Università di Gerusalemme e descritto nell'articolo pubblicato sulla rivista Microbial Biotechnology. Il sistema utilizza un regolatore batterico naturale originariamente trovato in che, una volta trascritto nel biosensore, attiva un gene che codifica per la produzione di luciferasi quando rileva l'acido acetico, emettendo un segnale luminescente misurabile, che cresce linearmente nell'intervallo di concentrazione tra 0 e 1 g/L, sia nel vino sia nello spazio di testa dei contenitori. Bacillus subtilis : Kesler, Y. M., I. Kviatkovski, N. Rotem, et al. 2025. "Detection of Spoilage-Associated Acetic Acid Levels Using a Transcription-Based Whole-Cell Biosensor." Microbial Biotechnology 18, no. 12: e70267. Articolo originale https://doi.org/10.1111/1751-7915.70267 L'alberello Banfi: una forma a ventaglio per adattarsi alla crisi climatica La scelta della forma di allevamento è legata alle condizioni ambientali ed è in grado di regolare l'efficienza fotosintetica, il microclima della chioma, la produzione e la composizione dei grappoli. La trasformazione delle forme di allevamento tradizionali può aiutare a mitigare alcuni effetti negativi legati alla crisi climatica, come l'anticipo della maturazione, la riduzione delle rese o il disallineamento tra maturazione tecnologica e fenolica. L'alberello Banfi, sviluppato e sperimentato a Montalcino (SI) nei vigneti dell'azienda della quale porta il nome, è una variante dell'alberello nella quale i germogli si dispongono a ventaglio su un unico piano. Uno studio svolto dai ricercatori dell'Università di Pisa ha valutato, nelle due annate calde e siccitose del 2022 e 2023, la capacità della nuova forma di allevamento di adattarsi alle condizioni di stress idrico e termico, rispetto al normale cordone speronato, garantendo un equilibrio vegeto-produttivo migliore e una composizione dei grappoli più equilibrata anche nelle annate più calde e siccitose. : D'Onofrio C., Tosi V., Verosimile C.M., Palai G., The "Alberello Banfi": A Fan-Shaped Variant of the Alberello Training System to Preserve Grape Quality in a Climate Change Scenario, Australian Journal of Grape and Wine Research, 2025, 8827898, 16 pages, 2025. Articolo originale https://doi.org/10.1155/ajgw/8827898