ENOLOGIA Materiali vecchi e nuovi che danno forma al vino Nicole Bernardi Come la terracotta, i materiali ceramici e il calcestruzzo svolgono un ruolo attivo nei processi di affinamento, stabilizzazione ed evoluzione dei vini L'affinamento è la fase finale del processo di vinificazione, nella quale il contatto con l'ossigeno e la cessione di eventuali composti aromatici derivanti dal contenitore stesso, giocano un ruolo fondamentale. In particolare, durante l'affinamento si verificano alcuni processi di cruciale importanza per la di un vino, e la sua vendita sul mercato, come la stabilizzazione del colore, lo sviluppo di aromi terziari e, in generale, l'acquisizione di una maggiore piacevolezza sensoriale. shelf-life La scelta del materiale dei vasi vinari ha un'influenza diretta su tutti questi processi. Un modo per classificare le diverse proprietà dei contenitori è quello di ordinarli su una scala di "inerzia": da altamente inerti e impermeabili come l'acciaio inossidabile a materiali più attivi, come il legno, che permettono scambi gassosi e cedono composti aromatici. Recentemente, il mondo enologico ha visto sia la riscoperta di materiali molto antichi come la terracotta e la ceramica, sia quella del cemento (o più correttamente del calcestruzzo), materiale molto utilizzato nell'industria enologica del passato e progressivamente sostituito dall'acciaio. In generale, l'uso di questi materiali permette il contatto con quantità variabili di ossigeno, funzionali al processo di affinamento, teoricamente senza che vi sia cessione di composti aromatici, preservando così il carattere puramente varietale del vino in affinamento, seppure con alcune differenze nelle proprietà fisiche e di conseguenza sul risultato finale del vino, che verranno descritte nei paragrafi seguenti. Foto: Alessandra Biondi Bartolini