Giusi Mainardi ricorda32 che l'identificazione delle Berbesine con l'attuale Grignolino trova conferma nei diari di viaggio del conte Giorgio Gallesio, che agli inizi dell'Ottocento annotò come questo vitigno fosse ancora chiamato Barbesino nella piana di Alessandria e a Quattordio (AL), mentre nel Monferrato Astigiano, in particolare a Portacomaro (AT), fosse considerato il vino da tavola prediletto dalle classi benestanti.
Nel 1839, il conte Giorgio Gallesio affidò con un atto testamentario all'Accademia delle Scienze di Torino un ampio manoscritto intitolato Giornale di Agricoltura e di Viaggi, con l'intento, presumibilmente, di garantire che l'insieme del suo impegno conoscitivo e del contributo scientifico da esso contenuti fosse preservato e valorizzato. Tuttavia, per motivi sconosciuti, una parte di questo diario rimase nell'archivio privato della famiglia Gallesio-Piuma Ferraro di Genova, mentre un'altra sezione si trovò negli Stati Uniti, nella Garden Library di Dumbarton Oaks a Washington D.C., ed è conservata come Gallesio's Manuscripts.