Ma ora vediamo Gallesio agli incontri e alle prese con il Barbesino, il Grignolino e qualche altra uva che rimanda all'uno o all'altro. A Voghera parla del Barbesino, come varietà meno pregiata, che in quel luogo si può mischiare, a fini di diluizione, con il Vermiglio. A Valenza incontra nuovamente l'uva Barbisin, ma senza definirla meglio. Nell'Astiggiano Gallesio afferma che il Grignolino è una varietà del Nebbiolo, ma che quest'ultimo risulterebbe più fragrante. Il colore dell'uva permette a Gallesio di non confonderlo, ma non certo i vinaccioli che lo avvicinano fortuitamente alla Lambruschetta delle parti di Nizza. A Quattordio, nel 1834, Gallesio esprime in maniera esplicita che il assomiglia al anche se il primo è più generoso del secondo. Il , dunque, è il vitigno dominante ed è lo stesso di quello della pianura della Fraschetta. Di Grignolino vero e proprio ne individua due: e . Dei due quello "vero" è il migliore, mentre quello si usa come uva da taglio. Infine, un ulteriore apparentamento: l'uva chiamata "ha la fisonomia del di Alessandria, ossia del dell'Astiggiano". Barbesino Grignolino dell'Astiggiano Barbesino Grignolino vero Grignolino Mostera Mostera Carcarain di Valperga Berbesin della Fraschetta Grignolino «Voghera, 23 settembre 1819 Vi sono pure delle altre varietà meno pregiate e, fra queste, il che si può mischiare col per diluirlo. Valenza, 10 settembre 1831. ........ 9. : tralcio bruno; grapolo a gamba lungo, bianco, a racemi distinti, grani tondi e piccioli, coperti di polline bianco. Barbesino Vermiglio Barbisin