Lanza propose di trovare nuove vie di esportazione via mare, il che avrebbe richiesto un miglioramento delle tecniche di vinificazione. Egli ipotizzò anche la creazione di una grande società per la vendita dei vini piemontesi all'estero e la costituzione di depositi vinicoli nei principali mercati stranieri. Giovanni Lanza possedeva un podere a Roncaglia Monferrato, vicino a Casale, e elogiava la qualità della viticoltura locale, sottolineando come le piccole proprietà, gestite direttamente dai proprietari, garantissero ottimi risultati grazie a cure attente e costanti. Tuttavia, le malattie della vite come l'oidio, la fillossera e la peronospora, oltre a problemi economici e sociali, misero a dura prova questa situazione favorevole nei decenni successivi. Nel 1870, quando Lanza divenne Presidente del Consiglio dei Ministri, dovette allontanarsi dalle sue attività agricole, ma non smise mai di interessarsi alla sua azienda vinicola. In alcune lettere alla moglie Clementina, egli forniva precise istruzioni sulla gestione del vino nella sua cantina, dimostrando grande attenzione ai dettagli. In una lettera, indicava al suo fiduciario di vendere parte del vino e conservarne alcune botti per il consumo domestico. In un'altra lettera del febbraio dello stesso anno, si preoccupava di inviare campioni del suo a due caffè di Alessandria e Torino che intendevano acquistarlo. Grignolino Nel 1879, in qualità di consigliere provinciale, Lanza sollecitò l'amministrazione locale a stanziare fondi per studiare i metodi per contrastare la fillossera, una malattia della vite che si stava diffondendo rapidamente in Europa. Nel 1887 venne approvato un regolamento per la creazione di un Consorzio Antifillosserico, che fu istituito nel 1888 e rimase attivo fino al 1909. Tuttavia, nonostante gli sforzi, la fillossera arrivò nella provincia di Alessandria nel 1898 e si diffuse rapidamente tra il 1900 e il 1910. Le difficoltà nell'affrontare il problema erano aggravate dalla diffidenza dei contadini, che rifiutavano di sradicare le viti malate e non accettavano l'uso dei portainnesti americani, necessari per contrastare la malattia.