Dopo la sua epoca, tuttavia, l'interesse per la qualità cedette il passo alla quantità: tra il 1310 e il 1311, sotto il prevosto Corrado, i contratti di affitto privilegiarono la produzione in grandi volumi piuttosto che la selezione dei vitigni migliori. Questo cambiamento segnò il declino dell'attenzione alla qualità del vino, che invece era stata centrale nell'operato di Ottobono. L'azione di Ottobono di Coniolo rifletteva una visione agricola lungimirante e un'autentica passione per la viticoltura, in linea con l'antica saggezza biblica che associa la vite e il vino alla spiritualità e all'abbondanza. La sua eredità rappresenta un importante capitolo della storia vitivinicola del Monferrato, un esempio di amministrazione saggia e competenza tecnica che meriterebbe maggiore riconoscimento. In latino casalasco le norme per il vino di prima spremitura Chi non conosce il dialetto parlato nei dintorni di Casale Monferrato potrebbe trovare ancora più difficoltà nel comprendere il latino notarile medievale, già di per sé difficile. Questo latino era una lingua ibrida, nata dall'incontro tra il latino portato dai soldati romani, la lingua degli abitanti locali e le lingue dei vari popoli invasori. Tuttavia, per me è stato facile superare questo ostacolo: mia moglie conosce bene il latino, mentre io conosco il dialetto casalasco, essendo nato e cresciuto nei quartieri popolari della città prima delle ondate migratorie dei Veneti e poi dei Meridionali.