Infine, uno dei testi, già ricordato, più rilevanti nella storia dell'ampelografia degli inizi del secolo scorso, quello di Girolamo Molon , in cui tratta in maniera ampia gran parte della documentazione e letteratura esistente a proposito del . Il quadro che emerge è parimenti incerto, anche se si intravvedono alcuni indizi che fanno presupporre alcune linee comuni interpretative che accomunano gli ampelografi dell'Ottocento: sia Acerbi ne "Le viti italiane" del 1825 che Rovasenda nel suo Saggio del 1877, attribuirono il bianco al territorio di Valenza. Il Rovasenda lo reputò, poi, presente anche nel territorio Lombardo. 53 Barbesino bianco Barbesino È interessante notare che tra i vitigni coltivati nell'Orto agrario di Pavia e presentati alla Mostra Ampelografica del 1877, compariva il misterioso Grignolino bianco, i cui cloni erano stati raccolti in diverse località. Non si può pensare a un errore di trascrizione, poiché nell'elenco il termine "Barbisino" rimandava esplicitamente alla voce "Grignolino". Inoltre, nel XVIII fascicolo del Bollettino Ampelografico, a pagina 293, veniva confermata l'esistenza del Grignolino bianco con informazioni più dettagliate. Si citava, ad esempio, il , descritto come un vitigno diffuso principalmente nel circondario di Bobbio. Nel 1874, durante l'Esposizione di Voghera, si era rilevato che questo vitigno rappresentava circa l'1/140 della viticoltura locale e veniva coltivato per la qualità e l'abbondanza della produzione. Si segnalava la sua vegetazione vigorosa e compatta, oltre a una fruttificazione abbondante e sicura. Nel circondario di Voghera, nel 1877, il venne nuovamente presentato con esemplari provenienti dalle stesse località. Barbesino Bianco Barbesino bianco Sebbene non vi siano elementi certi per identificarlo con il menzionato, si può citare un riferimento tratto dall'opera di Giuseppe Acerbi (Delle viti italiane, Milano, 1825), nelle pagine 257-258. Qui si parla della , una varietà di vite poco resistente all'ombra, ma che produce un'uva dal sapore gradevole, adatta alla vinificazione di vini bianchi. Inoltre, un altro riferimento, sempre di Acerbi, cita una dal succo molto dolce, idonea alla produzione di uva da tavola, in particolare per il consumo invernale, se ben maturata al sole. Barbesino bianco Barbisina Barbisina