IL TRIBUTO TARDIVO A UNA RESISTENZA SENZA ARMI Al ritorno dalla prigionia, il sacrificio degli IMI fu avvolto da indifferenza e un assordante silenzio. Ancora oggi della loro esistenza pochi sanno ed Andrea Desana ci raccontava del rammarico di fronte alla incomprensibile minimizzazione se non assenza di questo capitolo storico nei programmi scolastici. La povertà del dopoguerra, le tensioni politiche e la necessità di ricostruire hanno semplicemente nascosto la loro “resistenza disarmata” sotto il tappeto. Solo di recente la memoria degli IMI sta ricevendo un giusto omaggio: grande l’impegno e la soddisfazione di Andrea per l’istituzione della “Giornata dell’internato militare”, tenutasi il 20 settembre 2025 per la prima volta e approvata all’unanimità dal Parlamento (un miracolo, no?), anche grazie all’impegno di associazioni come l’Unione Nazionale del Reduce dalla Prigionia. La scelta degli IMI fu non solo coraggiosa ma anche profondamente umana: molti temevano di trovarsi a combattere contro una parte avversa costituita dai propri che avevano scelto la Resistenza armata. Eppure, la loro fu Resistenza autentica e incancellabile. L’importanza storica di questa scelta è profonda: se i 600.000 internati avessero aderito in massa alla Repubblica Sociale, il corso della guerra e dell’Italia stessa sarebbe stato probabilmente ben diverso. fratelli Una intera scaffalaturadel Centro Documentalededicata alle esperienzedegli IMI