LA BEVUTA DI CHIANTI Abbiamo chiesto ad Andrea di raccontarci della “ ”. Quando Paolo Desana fu internato nell’ultimo campo (perché di campi di internamento ne ha conosciuti 12!), l’ultimo era un campo di sterminio, o meglio di eliminazione; dopo quattro o cinque giorni, grazie all’arrivo degli inglesi il campo fu liberato, ma Paolo come altri era molto malato (tifo petecchiale, polmonite, etc, etc…). In quel momento, qualcuno tirò fuori magicamente una bottiglia di Chianti e gliene offrì; egli ne bevve fino a che riuscì e poi svenne. Rimase in coma per un po’ di giorni, poi si svegliò, gradualmente si riprese e nel giro di alcuni mesi rientrò a casa, con tutte le difficoltà possibili visto che non era prevista alcuna organizzazione per il ritorno di questi uomini dalla Germania. I parenti e la fidanzata ci misero infatti non poco a riconoscerlo…non era facile riconoscere un uomo dal peso forma all’incirca di 90 chili che in quel momento ne pesava 43! In ogni caso, Paolo attribuì a quella bevuta la capacità di eliminare i bacilli che portava nel corpo (che la scienza non possa supportare questa tesi, in questo caso è un fatto del tutto secondario…), ma soprattutto che quel vino lo aveva purificato da tutto l’orrore vissuto, regalandogli una seconda possibilità di vita. bevuta di Chianti