4 Vino e resilienza: un abbinamento perfetto Abbiamo chiesto ad Andrea se, ripensando alla storia di suo padre e delle sue due vite, ritiene che esista un legame profondo fra vino e resilienza. Non ha esitato un attimo: suo padre ha trovato la forza nella guerra e ha trovato un nuovo tipo di resilienza nel vino, il tema principe della sua vita politica. Lo ha alimentato attraverso l estenuante battaglia per la legge sulla DOC, una legge che vedeva gi realizzata in Francia dal 1935, arrivando quindi con quasi trent anni di ritardo. Anzi, facciamo 100 anni! Le zone vinicole pi famose della Francia, come Bordeaux e Borgogna, avevano le loro delimitazioni geografiche gi mappate nel 1855! (una questione piuttosto spinosa e per certi versi frustrante ) Negli anni 50, la scena vinicola italiana era un vero disastro: una misera decina di denominazioni, pochi consorzi di tutela, esportazioni quasi a zero, un tasso del 30% di sofisticazione (un modo elegante per dire frode) e l enoturismo non esisteva nemmeno. Questa la linea di partenza per Paolo Desana. In pi , la sua visione non si limitava al presente: immaginava e vedeva il futuro. Ogni vigna era un investimento. Pensava che il vino non fosse solo una bevanda, ma l anima di un popolo, un concentrato di resilienza e cultura. questo che lo ha spinto a combattere i falsi, a promuovere la qualit e a salvare le tradizioni dall oblio. L uomo di cui parliamo era un convinto guardiano della tradizione e contestualmente dell innovazione. Sognava un futuro in cui il vino italiano fosse riconosciuto e rispettato in tutto il mondo e ha lavorato con ostinazione per realizzare questa speranza. Ogni vendemmia un rito, un omaggio alla semplicit e alla ricchezza che la sua terra poteva offrire. 22