I QUATTRO MOSCHETTIERI DELLA DOC Torniamo al già citato metodo Martinotti, che prende il nome dal suo inventore . Egli fu (già direttore dell’ ) colui che ideò e brevettò nel 1895 in Italia, Francia e Svizzera il metodo di rifermentazione controllata in autoclave; operativamente l’attrezzatura per realizzarlo fu poi costruita e brevettata intorno al 1910 dal francese Eugène Charmat (francese ovviamente, tanto per non smentirci…) da cui il doppio nome a volte utilizzato di metodo Martinotti-Charmat. Federico Martinotti è ricordato come uno dei “Quattro Moschettieri della DOC”. Oltre a , il nostro protagonista, si ricordano , un giornalista e politico che tifava per la viticoltura italiana, e , che contribuì in modo significativo a molte di queste iniziative. Quest’ultimo, Ottavi, che si diplomò in Francia presso la più antica istituzione francese in ambito agrario, nell’ambito del Consiglio Provinciale Casalese su proposta di Giovanni Lanza si trasferì a Casale Monferrato, dove divenne professore di agricoltura. Un agronomo di fama internazionale come Ottavi scelse Casale ed il Monferrato per sviluppare i suoi impegni professionali e ciò si spiega anche con il fatto che il Circondario di Casale si distinse all’epoca come “ ”, luogo di agricoltura assolutamente privilegiato. Andrea racconta di ritenere adeguato definire il Monferrato di metà Ottocento come una , che, nel confronto con i competitor francesi, mostrava le sue potenzialità. Oltre ad aver scritto le regole fondanti dell’agricoltura, Ottavi svolse anche l’attività di editore. Dei suoi dieci figli, fortunatamente due dettero continuità: ripresero l’edizione del ‘Giornale del Coltivatore Vinicolo’, che è stato il primo giornale italiano di agricoltura con costituzione iniziale nel 1845, e che festeggiò quindi i primi 50 anni nel 1895. Federico Martinotti Istituto Sperimentale per l’Enologia di Asti Paolo Desana Arturo Marescalchi Giuseppe Antonio Ottavi il più viticolo del Regno Sabaudo Silicon Valley agricola