CONSEGUENZE E OPPORTUNITÀ DAL CAMBIAMENTO CLIMATICO Racconta Andrea Desana: “Alle citate problematiche si aggiunge il cambiamento climatico, un altro fattore che sta influenzando profondamente il settore vinicolo. Negli ultimi decenni, l’aumento delle temperature ha portato i vini a raggiungere gradazioni alcoliche sempre più alte. Se negli anni ’60 e’70 il problema era opposto – i vini erano troppo poco alcolici e si ricorreva a miscele con vini del Sud per aumentarne la corposità – oggi ci troviamo di fronte ad una situazione ben diversa; è sempre più difficile trovare vini rossi con una gradazione inferiore ai 14-15 gradi, e questo non solo influisce sul gusto, ma anche sulle abitudini di consumo. I vini rossi, infatti, stanno subendo un calo drastico nelle vendite, sia in Italia sia nel resto del mondo, perché i consumatori preferiscono vini più freschi e leggeri, come i bianchi e le bollicine. In questo contesto, il metodo Martinotti rappresenta un’opportunità interessante: esso, prevedendo la rifermentazione in autoclave, consente di produrre vini spumanti non solo da uve bianche o rosate, ma anche da uve rosse. Alcuni produttori, ad esempio, stanno sperimentando la spumantizzazione del Nebbiolo, un vitigno tradizionalmente associato a vini da invecchiamento. È interessante notare che già nel disciplinare del 1966 era prevista la possibilità di produrre Nebbiolo spumante, a dimostrazione della lungimiranza di chi ha redatto quelle regole. Il metodo Martinotti offre diversi vantaggi rispetto al metodo classico (così in Italia siamo tenuti a definire il noto Champenoise francese): è meno costoso, più sicuro e richiede meno spazio per la produzione. Inoltre, a parità di materia prima e di tempi di lavorazione, i risultati qualitativi sono indistinguibili, come dimostrato in occasione di numerose degustazioni, sia storiche sia recenti, che hanno messo a confronto i due metodi. Nonostante il prestigio associato al metodo classico, il metodo Martinotti rappresenta una soluzione più accessibile e sostenibile per i produttori che vogliono adattarsi alle nuove esigenze del mercato. Le nuove generazioni, come la Generazione Z, preferiscono vini più freschi, leggeri e meno alcolici.