Mastroberardino: lo stato dell arte del mercato del vino italiano Protagonista del vino italiano al femminile, Presidente dell Associazione Nazionale Le Donne del Vino, Daniela condivide con noi la sua vision e i suoi suggerimenti. Di Claudia Meo Il mercato del vino attraversa un momento di particolare variabilit : Daniela, qual la sua lettura di questo periodo, che non offre molti elementi di continuit con il passato? Il 2023 un anno complicato, si spendono tante energie, a cominciare dalle vigne dove il cambiamento climatico si fatto sentire come non mai e che ci impone una riflessione su come costruire il futuro della nostra viticoltura. I recenti dati che leggiamo ci raccontano, poi, dell export del vino italiano che ha virato in territorio negativo. Un brand deve lavorare su uno storytelling pi incentrato sull autenticit . Daniela Mastroberardino, Presidente dell Associazione Nazionale Le Donne del Vino Dicembre 2023 Questa notizia ci priva di un importante certezza. Infatti, la crescita interrotta degli ultimi due decenni sui mercati internazionali ha trainato tutto il settore, facendo bene anche alle aziende meno propense all internazionalizzazione. Quali pensa siano le certezze, o i valori, su cui basare le proprie strategie imprenditoriali di lungo periodo in questo contesto incerto? Nei momenti di cambiamento bisogna orientare le proprie strategie di modo che siano un mix di consapevolezza della propria identit e capacit di andare oltre la confort zone pi di quanto abbiamo sempre fatto. Per essere pi chiara, non dobbiamo rinunciare alla ricchezza dei tanti vitigni autoctoni, la nostra peculiare identit come Paese produttore, per quanto tutte le persone che lavorano in questo mondo sappiano come sia una sfida quotidiana comunicare, promuovere questa importante eredit . Talvolta, infatti, vedo profilarsi il rischio di pensare di puntare sulla semplificazione, seguendo gli attuali trend di mercato. indubbio che la fredda realt dei numeri conti, ma il vino italiano diventato uno degli emblemi del made in Italy perch ha avuto anche un incredibile numero di piccole, medie aziende capaci di preservare storie, territori e di andare per il mondo come novelli Marco Polo. Questa capacit visionaria, un misto di resilienza e sogno, stata comune nelle generazioni che ci hanno preceduto ed bene non perderla, per quanto serva disporre di adeguate competenze professionali e risorse economiche. Penso, per , che l impegno quotidiano ha consentito di non disperdere l arte di fare vino anche di quei territori meno rinomati, taluni dei quali, quando sono emerse nuove opportunit di mercato, hanno potuto e saputo coglierle. LA RIVISTA DI WINE MERIDIAN 17