Editoriale di Fabio Piccoli Esistono dei “Sinner del vino italiano”? La mappa dei valori del brand “Sinner” per verificare se è sovrapponibile ad alcune delle imprese del vino del nostro Paese. Mi sono goduto come altri sette milioni di italiani la vittoria di Jannik Sinner su Carlos Alcaraz nella finale degli Atp Finals di Torino. È stata una partita entusiasmante giocata punto a punto dove ha prevalso forse non il più forte ma sicuramente il più determinato. Jannik in questi ultimi anni ci ha dato tante soddisfazioni e possiamo affermare che non solo sia un grande tennista ma anche un "brand" autorevole, credibile grazie anche ai suoi comportamenti dentro e fuori dal campo. Lasciamo stare le sterili polemiche, almeno per me, sulla sua residenza a Montecarlo o sul suo recente no alla Coppa Davis, di fatto Sinner è un grande del tennis ed è il primo italiano a diventarlo seriamente, ipotecando anche un futuro che, se non vi saranno gravi intoppi fisici, lo dovrebbe vedere protagonista per parecchi anni ancora. Dal momento che amo le metafore, mi sono chiesto se esistono imprese italiane che possiamo considerare le "Sinner del vino". Per arrivare ad una risposta "utile" e che abbia un senso ho pensato a "Sinner" non come al giocatore ma come a un brand personale, con alcuni pilastri molto chiari che emergono da interviste, sponsor e percezione pubblica. Ne è emersa una sorta di mappa dei valori del brand Sinner, che poi ho provato a sovrapporre alle aziende del vino. 1. Talento + lavoro, mai genio "maledetto" Talento disciplinato: è percepito come straordinariamente forte ma sempre legato al lavoro metodico, non al colpo di genio estemporaneo. Nei racconti sulla sua carriera emerge sempre la triade: allenamento, metodo, continuità. aziende che puntano su eccellenza tecnica, ricerca agronomica, precisione in cantina, non su storie bohémien. Nel vino: 2. Umiltà, sobrietà, "normalità" Viene raccontato come ragazzo normalissimo, educato, senza atteggiamenti divistici, che evita polemiche e clamore. Anche dopo risultati enormi insiste sul "si può sempre migliorare" e sul non farsi cambiare dal successo. brand che comunicano basso profilo, concretezza, pochi orpelli, dove parlano più i vigneti che gli slogan. Nel vino: