Quest'anno, partecipando per la seconda volta al ProWine di Mumbai, l'ispirazione non è venuta (solo) dai seminari, ma dai tassisti di questa incredibile megalopoli. Un conducente, Mukesh, mi ha spiegato che per sopravvivere sulle strade di Mumbai servono tre cose: noisy horn, great brakes and good luck (un clacson rumoroso, ottimi freni e una buona fortuna).
Questa metafora calza a pennello per descrivere la sfida che le imprese del vino italiano affrontano in India, un mercato che abbiamo presidiato anche quest'anno con un'area dedicata a ProWine India 2025 (insieme a 7 aziende: Brugnano, Bosco Viticultori, Damilano, Masciarelli, Saracco e Tinazzi).
L'India, come hanno riconosciuto tutti i panelist del seminario "What is India Drinking?", è un Paese assolutamente imprevedibile, a partire dalle leggi fiscali che cambiano di continuo. Il "traffico" è folle. E per navigarlo, servono proprio quelle tre doti.