CAPITOLO TERZO 1. I caratteri dell'economia agricola in età moderna «In ogni epoca esistono economie-guida ed economie meno avanzate, dal momento che in ogni epoca l'efficienza produttiva e le risorse sono distribuite nello spazio in maniera diseguale. Dalla fine del Settecento alla fine dell'Ottocento l'economia guida fu quella inglese. Considerato lo stato delle tecniche, operava più vicina al livello massimo delle potenzialità produttive. Prima di quella inglese, dalla metà del Seicento alla metà del Settecento, l'economia guida fu quella olandese. Prima ancora, nei trecento anni e più dalla fine del Duecento all'inizio del Seicento, il primato economico fu dell'Italia Centro-Nord. Quest'area comprendeva il territorio che va dalle Alpi fino alla Toscana meridionale, all'Umbria e alle Marche incluse: 161.000 kmq». Paolo Malamina utilizza, per avvalorare questa tesi, alcuni indicatori che costituiscono i riferimenti per lo sviluppo dell'epoca: l'elevata urbanizzazione, la presenza diffusa di industrie e commerci, l'alto prodotto pro-capite, l'influenza esercitata su zone economiche dipendenti. 1 P. Malanima, , B. Mondadori, Milano 1998, p. 8. . 1 La fine del primato. Crisi e riconversione nell'Italia del Seicento La popolazione urbana di tutta l'Italia supera quella di tutti gli altri paesi: oltre tre milioni sono gli abitanti urbanizzati, se si tengono conto i comuni superiori ai 5000 abitanti, mentre sono oltre i due milioni e duecentomila persone, se si contano i centri urbani con più di 10.000 abitanti. Intorno al 1500 città come Milano hanno più di 100.000 abitanti, Genova e Firenze più di 60.000: anche il numero dei nodi urbani è già elevato a partire dal Trecento, da cui una lieve diminuzione nel Quattrocento e poi una ripresa costante tra Cinque e Seicento, tanto da avere una città con più di 5000 abitanti ogni 50 km e una superiore ai 10.000 ogni 60 km. In questo contesto la campagna è sottomessa alla città, nel senso che non solamente è luogo di approvvigionamento dei vari centri cittadini sparsi sul territorio, ma diviene anche luogo privilegiato d'investimento di quella borghesia cittadina commerciale e artigiana (proto-industriale) che, attraverso il controllo completo della filiera produttiva, come ad esempio avviene per la coltivazione del gelso, fonte di nutrimento per i bozzoli da cui si ricava la seta, costruisce le prime forme di capitalismo agrario. 2 , p. 10. . 2 Ivi