Andrea Desana
Andrea Desana è agronomo, enologo, giornalista e studioso della cultura vitivinicola del Monferrato, con una lunga carriera dedicata alla valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze enogastronomiche.
Laureato in Scienze Agrarie presso l'Università di Torino, ha conseguito il Diploma di Specializzazione post-laurea in Viticoltura ed Enologia sotto la guida del professor Italo Eynard. Ha iniziato la carriera professionale presso la Coldiretti di Alessandria, per poi ricoprire per dodici anni, a cavallo del secolo, l'incarico di Direttore della Federazione Interprovinciale di Vercelli e Biella, contribuendo in campo risicolo a promuovere il riconoscimento della IGP del Riso della Valle del Po.
Dal 1990 al 1995 ha avuto un'esperienza politico-amministrativa come esponente della Democrazia Cristiana: Consigliere Comunale a Casale Monferrato e contemporaneamente Assessore Provinciale all'Agricoltura e Formazione Professionale ad Alessandria.
Negli anni successivi è diventato Presidente del Circolo Culturale Ottavi (fondato dal padre Paolo nel 1982) e, come Delegato Regionale dell'Unione Nazionale Veterani dello Sport, ha contribuito a organizzare il Gran Premio Etico Unesco di ciclismo da Casale Monferrato al castello di Grinzane Cavour.
Dal 2018 è Presidente del Comitato Casale Monferrato Capitale della DOC, con sede presso il castello paleologo di Casale, dove è ospitato l'Archivio librario e documentale Desana-Marescalchi, che nel 2022 ha ottenuto dal Ministero della Cultura il riconoscimento di "Bene di Interesse Storico Particolarmente Importante".
Ha collaborato con testate locali e con importanti giornali del settore vitivinicolo quali Il Corriere Vinicolo e Le Terre del Vino, contribuendo alla diffusione della cultura enologica italiana.
Dal 2017 è Presidente dell'Associazione "Li riporteremo a casa in Monferrato", che nel 2022 ha realizzato al cimitero urbano di Casale Monferrato il Famedio IMI monferrini, dedicato al rimpatrio dai cimiteri militari tedeschi dei resti mortali di giovani soldati del Monferrato che scelsero la via del lager piuttosto che la collaborazione con i nazifascisti.
Il suo impegno si caratterizza per la capacità di intrecciare competenze agronomiche ed enologiche con la valorizzazione storica, culturale e identitaria del territorio monferrino.